mercoledì 12 maggio 2010

quando il Mainstream si fa noioso


qualche giorno fa, ascoltando il podcast Outcast, sono venuto a conoscenza di un gioco semi sconosciuto al grande pubblico, ma che è riuscito a crearsi una stretta cerchia di affezionati giocatori nonostante la sua particolarità. Il gioco di cui parlo è Dwarf Fortress, un applicazione freeware facilmente scaricabile da internet, che sopravvive grazie alle donazioni di chi ha veramente capito il significato di quest'opera, DF si differenzia dai soliti giochi prima di tutto per la grafica, appunto in ASCII (per intenderci usando soltanto simboli di tastiera), ma il vero fattore che lo caratterizza dalla confusa massa dei videogiochi freeware è la profondità di azione e la totale casualità degli eventi. scopo principale del gioco è gestire una fortezza di nani, che nonostante la forma piuttosto squadrata si atteggiano in modi ben più naturali di molti personaggi dei titoli blasonati, talvolta impazziscono, ogni tanto preferiscono seguire la loro vena artistica, e tante altre cose al di fuori delle previsioni: viene perfettamente simulato l'insieme di relazioni casuali che si può costituire in un insieme composto da esseri intelligenti, soggetto al fato, che può decidere di abbattersi contro la tua fortezza costruita con tanta fatica e distruggere il tuo prezioso lavoro. Un simulatore di storia, se vogliamo definirlo nel modo più bizzarro possibile, è il giocatore che plasma la vita di questi ometti sotto-misura, ma dovrà piegarsi alla possibilità di non poter sostenere gli eventi che si generano al di fuori delle mura della città. Questo gioco ha ciò che manca ai titoli next-gen, un'esperienza singola e differente per ogni giocatore, il mondo che viene creato infatti è costruito casualmente e così pure gli avvenimenti che interesseranno la fortezza, un'esperienza che ci lascia in balia di fenomeni non decisi dagli sviluppatori ma insiti nella natura e nel mondo stesso di gioco, un universo vivo con cui dovremo interagire direttamente senza troppi limiti, se non quelli imposti dalla grafica.
Regghy

martedì 4 maggio 2010

Battlefield 2: Bad Company recensione


Ad un paio d'anni di distanza dal rilascio del primo Battlefield: Bad Company, avvenuto nel lontano giugno 2008, qualche mese fa, e più precisamente a marzo, migliaia di giocatori hanno potuto deliziarsi con il tanto atteso seguito del sopracitato titolo, e, come da copione, dopo un'accurata analisi nei più piccoli particolari, eccomi qui finalmente a descrivervi brevemente impressioni e considerazioni su questo fps targato DICE.
Il gioco, principale antagonista allo strapotere di Call of Duty: Modern Warfare 2, presenta tutti gli ingredienti per risultare un ottimo prodotto: una campagna single player ben strutturata e che brilla per l'ironia di alcune scene, un comparto multiplayer vario e ben articolato, uno tecnico invece di ottima fattura e con un'elevatissimo grado di interazione con l'ambiente (totalmente distruttibile), un discreto tasso di giocabilità ed infine un ottima implementazione tattica, che, propria dei match online, richiede grande collaborazione fra i componenti di un team, con la suddivisione in 4 classi basi tutte fondamentali al conseguimento della vittoria e dotate di molteplici rami di sviluppo, quali appunto assaltatore, medico, cecchino e geniere.
Tutti i suddetti elementi, accompagnati per la gioia di milioni di fans al ritorno sulla versione pc dei tanto agoniati server dedicati, rende il gioco una killer application per i tanti clan che affollano la rete, i quali potranno finalmente sbizzarrirsi a ricreare quelle elaborate strategie che il pluricriticato Call of Duty: Modern Warfare 2 non permetteva; e anche se il brand Call of Duty continuerà ad essere molto più conosciuto e diffuso, se non vorrà perdere una grossa fetta dei suoi introiti, dovrà entrare nell'ordine delle idee di cambiare politica e soddisfare tutti coloro a cui deve il proprio successo, quali appunto i videogiocatori, il vero cuore dell'industria videoludica.
Voto: 8,4

P.S.: in questa breve recensione ho definito "discreto" il livello di giocabilità; qualora voleste migliorare la la fluidità in-game, vi consiglio vivamente di:
a)portare la sensibilità del mouse come minimo a 0,60/0,70
b)preferire un maggior numero di fps alla mera qualità visiva, abbassando quindi il livello di dettaglio qualora non si disponga di un pc sufficientemente potente in grado di reggerlo.
Guybrush Frisus