
ogni tanto capita di svegliarsi e sentire un leggero formicolio ai polpastrelli, stanchi di assistere a esperimenti di team indipendenti, esausti di fronte alla tattica e alle noiose guerriglie urbane narrate da decine di titoli, si sente il bisogno di prendere in mano un paio di spade e andare a rifare i connotati ai cattivi, e in particolare, di quei simpatici canuti che abitano dalle parti dell'Olimpo. God of War III non brilla per originalità, insomma è sempre la stessa minestra, che buttiamo giù sin dal primo episodio, uno spartano mezzo nudo che ha intenzione di rovesciare l'ordine imposto dalle divinità a suon di mazzate, ma la ricetta funziona...
Folle di videogiocatori che traboccano testosterone si trovano realizzati nel tripudio di distruzione e sangue offerto dagli studi di Santa Monica, un titolo che intrattiene il giocatore con un ritmo incalzante tra scontri con immensi boss e sequenze puzzle di non immediata soluzione, il tutto coronato da una grafica sontuosa, esemplare raro nella fauna dei videogiochi per console. Inoltre per quanto il canovaccio della trama posse apparire scontato si rivela una storia interessante ricca di colpi di scena e un finale inaspettato (e qui mi fermo, nessuno spoiler su Dirty N3rd). L'ho trovato un gioco al di fuori di ogni parametro di godibilità, inoltre la fattura tecnica è veramente rifinita, il gioco si sviluppa lungo ambienti ispirati, ma alla lunga leggermente ripetitivi, secondo un unico piano sequenza che ci porta ad assistere alle gesta del dio della guerra evitando ogni possibile errore di una telecamera mobile, rendendo l'esperienza assai cinematografica e piacevole. Unici appunti negativi sono la mancanza di sufficienti motivazioni a rigiocare il titolo e qualche problema nel gameplay, molto spesso non adeguatamente sfruttato, nonostante avrebbe potuto permettere una certa profondità d'azione.
(9.9)
un esaltato Regghy