mercoledì 14 aprile 2010

Zeus può tremare...


ogni tanto capita di svegliarsi e sentire un leggero formicolio ai polpastrelli, stanchi di assistere a esperimenti di team indipendenti, esausti di fronte alla tattica e alle noiose guerriglie urbane narrate da decine di titoli, si sente il bisogno di prendere in mano un paio di spade e andare a rifare i connotati ai cattivi, e in particolare, di quei simpatici canuti che abitano dalle parti dell'Olimpo. God of War III non brilla per originalità, insomma è sempre la stessa minestra, che buttiamo giù sin dal primo episodio, uno spartano mezzo nudo che ha intenzione di rovesciare l'ordine imposto dalle divinità a suon di mazzate, ma la ricetta funziona...
Folle di videogiocatori che traboccano testosterone si trovano realizzati nel tripudio di distruzione e sangue offerto dagli studi di Santa Monica, un titolo che intrattiene il giocatore con un ritmo incalzante tra scontri con immensi boss e sequenze puzzle di non immediata soluzione, il tutto coronato da una grafica sontuosa, esemplare raro nella fauna dei videogiochi per console. Inoltre per quanto il canovaccio della trama posse apparire scontato si rivela una storia interessante ricca di colpi di scena e un finale inaspettato (e qui mi fermo, nessuno spoiler su Dirty N3rd). L'ho trovato un gioco al di fuori di ogni parametro di godibilità, inoltre la fattura tecnica è veramente rifinita, il gioco si sviluppa lungo ambienti ispirati, ma alla lunga leggermente ripetitivi, secondo un unico piano sequenza che ci porta ad assistere alle gesta del dio della guerra evitando ogni possibile errore di una telecamera mobile, rendendo l'esperienza assai cinematografica e piacevole. Unici appunti negativi sono la mancanza di sufficienti motivazioni a rigiocare il titolo e qualche problema nel gameplay, molto spesso non adeguatamente sfruttato, nonostante avrebbe potuto permettere una certa profondità d'azione.
(9.9)
un esaltato Regghy

Violenza gratuita NO GRAZIE


ATTENZIONE: la visione di questo filmato è cosigliata ad un pubblico di soli adulti.

Ciao a tutti, innazitutto mi vorrei scusare per la scarsità di post dell'ultimo periodo ma anche noi redattori n3rd della domenica abbiamo pressanti impegni che talvolta richedono la nostra completa attenzione. Detto questo, oggi sono qui per tornare a parlare di un argomento molto forte e a me personalemente molto caro, quale appunto la violenza nei videogames: come voi sapete, io sono fortemente contrario ad una qualsiasi limitazione imposta ad un gioco solo per la presenza di contenuti violenti ed affini, ma proprio qualche giorno fa sono venuto a sapere dell'esistenza di un prodotto, tale Manhunt, che mi ha fatto profondamente riflettere. Il gioco, prodotto dalla Rockstar (che tutti voi ricorderete per produzioni come i vari GTA), è caratterizzato unicamente dalla violenza mostrata nelle esecuzioni del nostro alterego verso i cattivi di turno, elemento portante nonchè unico del gameplay, giacchè il gioco non brilla ne per il compatto tecnico nè per la trama, davvero scialba e priva di colpi di scena, che ci mette nei panni di un carcerato, condannato a morte, fatto evadere solo ed unicamente per la realizzazione di uno snuff movie (film illegale dove si mostra la morte in diretta, organizzata per tale scopo). Di fronte ad un prodotto simile anch'io, uno dei più accaniti difensori della libertà di espressione nei videogiochi, mi trovo a vacillare: come si può difendere un prodotto simile che incita costantemente alla violenza senza proporre un minimo di contenuto?? Ebbene, dopo diverse riflessioni, ho concluso che ciò è impossibile, e quindi mi trovo a condannarne la pubblicazione, pubblicazione a mio avviso giustamente ostacolata in Italia (anche se tuttavia verificatasi qualche anno fa nel 2007). Violenza gratuita: così non è bene accetta, NO GRAZIE!
Guybrush Frisus